Basilica di Santa Croce

La basilica di Santa Croce resta un po’ fuori dal solito giro del centro, nel senso che spesso si resta in zona Signoria, Duomo, Ponte Vecchio.

Ma la basilica di Santa Croce è forse la basilica più completa della storia di Firenze.

E’ San Francesco che nel 1226 si stabilisce a Firenze con un gruppo di suoi seguaci e fonda qui, subito fuori le mura, un oratorio.

Protagonista centrale di tutta la storia di questa città, protagonista della famosa Sindrome di Stendhal che colpì lo scrittore Marie-Henri Beyle nel 1817 mentre era in viaggio proprio a Firenze.

Consacrata nel 1443, iniziata a costruire nel 1294 vede qui sepolti grandi scenziati, scrittori e poeti come Michelangelo, Galileo, Foscolo, Machiavelli, Gioacchino Rossini.

Numerose le opere custodite all’interno; le cappelle sono affrescate da Giotto con le Storie della Vita di San Francesco.

Nella Cappella Bardi di Vernio è conservato il Crocifisso di Donatello, mentre nel cortile esterno si trova la Cappella Pazzi, capolavoro del Brunelleschi con all’interno elementi decorativi e strutturali esempi massimi di architettura rinascimentale.

La basilica fu colpita duramente dall’alluvione del ’66, ma seppe rialzarsi e con l’immagine del Cristo di Cimabue che riemerge dal fango divenne simbolo di rinascita dando speranza alla città.

In occasione del 50° anniversario dell’alluvione è ritornata a splendere nel cenacolo la tavola dell’Ultima cena di Giorgio Vasari, dopo un restauro di oltre 10 anni da parte dell’Opificio delle Pietre dure. 

 

Piazza dei Ciompi

Uscendo dalla basilica e costeggiando il fianco sinistro troverete una stradina piccola piccola (via delle Pinzocchere) questa vi porta in via Ghibellina, ma sopratutto davanti a Casa Buonarroti, dove visse la famiglia di Michelangelo e dove sono custodite tante delle sue opere e disegno originali.

Proseguendo proprio in via Michelangelo Buonarroti Giungerete in Piazza de Ciompi con la famosa Loggia del Pesce di Vasari.

La loggia fu progettata da Cosimo I per allocarvi i Pescaioli che si trovavano a ridosso di Ponte Vecchio, nell’odierno Lungarno Archibugieri.

La Loggia è del 1568 e nel famoso periodo del risanamento del 1885 venne smantellata e messa per cercare di recuperarla in futuro al Museo San Marco, nel 1955 grazie al comitato per l’estetica cittadina fu ricollocata qui.

Da qui, proseguendo verso il mercato attraverso via Pietrapiana, potete pensare di fermarvi per pranzo, sono moltissimi i posti caratteristici o moderni che in questa zona hanno una buona qualità ed un buon prezzo.

Nella stessa Piazza di Sant’Ambrogio potrete trovare il famoso e caratteristico baracchino del lampredotto. 

Subito dietro la piccola piazzetta di Sant’Ambrogio trovate il mercato che porta il suo nome.

Il Mercato di Sant’Ambrogio

Dopo la demolizione del mercato vecchio, per far spazio a Piazza della Repubblica, vennero costruiti i due mercati attuali:

Quello Centrale di San Lorenzo e questo di Santo Ambrogio.

Tutte le mattine potete trovare una parte di mercato all’aperto e la parte storica al chiuso con punti ristorazione e generi alimentari.

All’esterno potete trovare abbigliamento, ortolani, oggettistica, sono molti i banchi presenti che fanno il giro totale della struttura del mercato al chiuso.

Dentro troverete vecchie botteghe cittadine, macellerie e pescherie e osterie tipiche come il trippaio di Sant’Ambrogio e la trattoria da Rocco.

Insomma un Mercato che ancora odora di un vecchia e bella Firenze.

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